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Il cinghiale in Italia conta tra 1 e 2 milioni di individui secondo le stime ISPRA (2023), il che lo rende il grande mammifero selvatico piu diffuso sul territorio nazionale. Presente dalle Alpi alla Sicilia, questo ungulato robusto e adattabile ha colonizzato praticamente ogni ambiente, dai boschi di montagna ai parchi urbani delle grandi citta.
Se stai cercando informazioni su dove vive il cinghiale, come riconoscerlo, quali danni provoca e come viene gestito, in questa guida trovi tutto quello che ti serve. Dati aggiornati, esperienze dirette sul campo e consigli pratici per osservarlo con la fototrappola.

Cinghiale italia: scheda rapida della specie
| Nome comune | Cinghiale |
| Nome scientifico | Sus scrofa |
| Famiglia | Suidae |
| Peso | 50–150 kg (maschi adulti fino a 180 kg) |
| Lunghezza | 110–180 cm (corpo), coda 15–20 cm |
| Altezza al garrese | 60–100 cm |
| Habitat | Boschi decidui, macchia mediterranea, aree agricole, ambienti periurbani |
| Alimentazione | Onnivoro (ghiande, tuberi, radici, invertebrati, piccoli vertebrati, colture) |
| Stato di conservazione | Least Concern (IUCN). Popolazione in forte espansione in Italia. |
| Popolazione stimata in Italia | 1–2 milioni di individui (ISPRA, 2023) |
Il cinghiale e l’unico suide selvatico presente in Italia. Rispetto ai suoi cugini domestici, conserva una struttura corporea compatta, con spalle massicce, testa allungata e un mantello di setole rigide che va dal grigio-bruno al nero.
Dove vive il cinghiale in Italia
Il cinghiale in Italia e presente su tutto il territorio peninsulare e insulare, con l’eccezione della Sardegna dove vive la sottospecie endemica Sus scrofa meridionalis. La distribuzione attuale e il risultato di una espansione demografica iniziata negli anni ’60, quando reintroduzioni a scopo venatorio e spopolamento delle aree rurali hanno creato le condizioni per una crescita esponenziale.
Secondo i dati ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), la popolazione italiana di cinghiale e passata da poche decine di migliaia negli anni ’50 agli attuali 1-2 milioni di capi. Le regioni con le densita piu elevate sono Toscana, Liguria, Lazio, Piemonte e Calabria.
In Piemonte, dove vivo e monitoro la fauna da anni, il cinghiale e diventato una presenza costante. Sulle colline dell’Appennino ligure-piemontese, a meno di un’ora da Torino, le mie fototrappole lo riprendono praticamente ogni notte. I sentieri che percorre sono sempre gli stessi: passaggi obbligati tra la vegetazione fitta che il cinghiale usa come corridoi.
L’habitat preferito del cinghiale e il bosco deciduo con abbondante sottobosco, specialmente querceti e faggete dove trova ghiande e faggiole. Tuttavia, la sua adattabilita gli permette di vivere anche in macchia mediterranea, zone agricole, pioppeti di pianura e persino aree periurbane.
Distribuzione per fasce altitudinali
Il cinghiale occupa una fascia altitudinale che va dal livello del mare fino a circa 2.000 metri. Le concentrazioni maggiori si trovano tra i 200 e gli 800 metri, nella fascia collinare e medio-montana. In inverno, le nevicate abbondanti sopra i 1.000 metri spingono gli animali verso quote inferiori, creando concentrazioni temporanee nei fondovalle.
Per approfondire la fauna italiana nel suo complesso, puoi consultare la nostra guida completa agli animali d’Italia.
Come riconoscere il cinghiale
Riconoscere un cinghiale non e difficile se sai cosa cercare. In natura lo incontrerai raramente di giorno, ma le tracce che lascia sono inconfondibili.
Aspetto fisico
Il cinghiale adulto ha un corpo massiccio con il treno anteriore molto sviluppato rispetto al posteriore. La testa, grande e allungata, termina con un grugno cartilagineo potente, lo strumento principale con cui scava nel terreno. Il mantello e formato da setole rigide di colore bruno-grigiastro o nero, con un sottopelo piu morbido che si infittisce in inverno.
I maschi adulti presentano canini inferiori (zanne) che sporgono dalla bocca e possono raggiungere i 20 cm nei soggetti piu anziani. Le femmine sono generalmente piu piccole, con zanne meno sviluppate. I giovani fino a 6 mesi presentano il caratteristico mantello striato, con bande longitudinali chiare e scure che offrono mimetismo nel sottobosco.
Tracce e segni di presenza
Impronte: l’orma del cinghiale e facilmente riconoscibile. I due unghioni principali lasciano un’impronta ovale, larga 5-7 cm, spesso accompagnata dalle impronte dei due speroni posteriori (guardie). A differenza del cervo o del capriolo, le guardie del cinghiale lasciano quasi sempre un segno visibile nel terreno morbido.
Grufolate: sono il segno piu evidente. Il cinghiale scava il terreno con il grugno alla ricerca di radici, tuberi, larve e lombrichi, ribaltando zolle di terra su superfici che possono estendersi per decine di metri quadrati. Una grufolata fresca ha il terreno ancora umido e scuro; dopo qualche giorno la terra si asciuga e schiarisce.
Insogli: il cinghiale si rotola regolarmente nel fango per liberarsi dai parassiti e regolare la temperatura corporea. Questi “bagni di fango” si trovano spesso vicino a pozze, ruscelli o fossati. Dopo l’insoglio, l’animale si strofina contro i tronchi degli alberi, lasciando evidenti segni di fango sulla corteccia a un’altezza di 40-80 cm.
Escrementi: le feci del cinghiale sono di forma variabile, generalmente cilindriche e irregolari, lunghe 5-10 cm. Il colore e la consistenza dipendono dalla dieta: compatte e scure quando si nutre di ghiande, piu molli e chiare con una dieta a base di vegetali freschi o frutti.
Per una panoramica su tutti i mammiferi presenti in Italia, consulta la nostra guida dedicata.
Comportamento e alimentazione del cinghiale italia
Il cinghiale e un animale prevalentemente notturno e crepuscolare. Le mie fototrappole posizionate sull’Appennino piemontese mostrano un picco di attivita tra le 21:00 e le 03:00, con un secondo picco minore nelle ore che precedono l’alba. Durante il giorno riposa in giacigli ricavati nella vegetazione fitta, spesso in cespuglieti di rovo o sotto alberi caduti.
Struttura sociale
Le femmine vivono in gruppi matriarcali formati da una o piu scrofe adulte con i piccoli dell’anno e i subadulti. Questi branchi possono contare da 5 a 30 individui. La femmina piu anziana guida il gruppo, decidendo spostamenti e aree di alimentazione.
I maschi adulti sono tendenzialmente solitari e si uniscono ai gruppi femminili solo durante la stagione degli amori, tra novembre e gennaio. I giovani maschi vengono allontanati dal branco materno intorno ai 12-18 mesi e formano piccoli gruppi temporanei prima di diventare solitari.
Dieta onnivora
Il cinghiale e uno degli onnivori piu versatili della fauna europea. La sua dieta comprende:
- Vegetali: ghiande, faggiole, castagne, radici, tuberi, bulbi, erbe e frutti selvatici (70-80% della dieta)
- Invertebrati: lombrichi, larve di insetti, coleotteri, lumache (10-15% della dieta)
- Vertebrati: occasionalmente uova, nidiacei, piccoli roditori, anfibi, rettili
- Colture agricole: mais, grano, patate, vigneti, orti (quota variabile e stagionale)
Secondo uno studio del Centro Grandi Carnivori della Regione Piemonte (2022), nelle zone appenniniche la componente vegetale rappresenta oltre il 75% della dieta, con un picco di consumo di ghiande in autunno e inverno. Nelle annate di scarsa produzione di ghiande (cosiddette “annate di pasciona negativa”), i cinghiali si spostano piu frequentemente verso le colture, incrementando i danni all’agricoltura.
Riproduzione
La stagione riproduttiva va da novembre a gennaio. Dopo una gestazione di circa 115 giorni, la femmina partorisce da 4 a 8 piccoli (ma le cucciolate possono arrivare a 12). I piccoli nascono tra marzo e maggio, con il caratteristico mantello striato che mantengono per i primi 4-6 mesi di vita.
La maturita sessuale viene raggiunta gia a 8-10 mesi nelle femmine, se il peso corporeo e sufficiente. Questa precocita riproduttiva, unita alle cucciolate numerose, spiega in parte la rapida espansione della popolazione italiana.
Il cinghiale e l’agricoltura: danni e gestione
Il rapporto tra cinghiale e attivita agricole e uno dei temi piu caldi della gestione faunistica italiana. Secondo il rapporto ISPRA “Stima dei danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e zootecniche” (2023), i cinghiali causano danni alle colture per un importo stimato tra 80 e 120 milioni di euro l’anno in Italia.
Le colture piu colpite sono i cereali (mais e grano), i vigneti, gli oliveti, i castagneti da frutto e gli orti. Il danno non si limita al consumo diretto: le grufolate possono distruggere interi campi, i sentieri battuti danneggiano le colture e il calpestio compromette le semine.
Strumenti di prevenzione
Le principali misure di prevenzione adottate dagli agricoltori e dai servizi faunistici regionali includono:
- Recinzioni elettrificate: il metodo piu efficace, con fili elettrificati a 25-30 cm e 50-60 cm dal suolo. Efficacia superiore all’80% se ben mantenute (dati Regione Toscana, 2022).
- Recinzioni metalliche: reti in acciaio interrate per almeno 20 cm, efficaci ma costose per superfici estese.
- Dissuasori acustici e olfattivi: efficacia limitata e temporanea, il cinghiale si abitua rapidamente.
- Colture a perdere: aree seminate appositamente per attirare i cinghiali lontano dalle colture di pregio.
Gestione della popolazione
La gestione del cinghiale in Italia si basa principalmente sulla caccia in forma collettiva (braccata) durante la stagione venatoria e sui piani di controllo autorizzati dalle Regioni secondo l’art. 19 della Legge 157/1992. Secondo i dati ISPRA, vengono abbattuti circa 300.000 cinghiali l’anno attraverso l’attivita venatoria e circa 50.000-70.000 attraverso i piani di controllo.
Nonostante questi numeri, la popolazione continua a crescere. Il tasso di incremento annuo del cinghiale e stimato tra il 150% e il 200% della popolazione esistente, il che significa che per mantenere stabile la popolazione bisognerebbe rimuovere almeno il 50-60% dei capi ogni anno. Un obiettivo che nella pratica si raggiunge raramente.
Nella mia esperienza sul campo, posso confermare che le aree dove viene praticata una gestione integrata (prevenzione + controllo) mostrano effettivamente una riduzione dei danni. Ma senza continuita e coordinamento, il cinghiale ricolonizza rapidamente le zone sgomberate.
Cinghiale e fototrappola: setup consigliato
Il cinghiale e uno degli animali piu facili da fotografare con la fototrappola, grazie alle sue abitudini regolari e ai percorsi ripetitivi. Dopo anni di monitoraggio sulle colline piemontesi, ho sviluppato un setup che funziona in modo affidabile.
Posizionamento
Altezza: posiziona la fototrappola a 40-50 cm dal suolo, inclinata leggermente verso il basso. Il cinghiale e un animale basso e se monti la camera troppo in alto rischi di riprendere solo il dorso.
Punti strategici: i migliori risultati li otterrai su sentieri battuti dal cinghiale (riconoscibili dalle impronte e dal terreno compattato), vicino a pozze di fango (insogli), su passaggi obbligati come varchi nelle recinzioni o guadi di ruscelli, e accanto a grufolate fresche.
Distanza: il sensore PIR della fototrappola dovrebbe coprire una distanza di 3-8 metri. Troppo vicino e rischi foto sfocate o parziali; troppo lontano e perdi i dettagli nelle foto notturne.
Impostazioni consigliate
- Modalita: video 15-30 secondi (preferibile per il cinghiale, che si muove in branco)
- Sensibilita PIR: media o alta
- Intervallo tra scatti: 5-10 secondi (per catturare tutto il branco in sequenza)
- LED: infrarossi no-glow (940 nm) per non disturbare l’animale
- Risoluzione: 1080p per i video, 12 MP per le foto
Una notte di novembre, la mia fototrappola posizionata vicino a un insoglio sull’Appennino ha registrato il passaggio di un branco di 14 cinghiali in meno di tre minuti. La scrofa guida si e fermata a fiutare la camera per qualche secondo prima di proseguire, seguita dai piccoli dell’anno che ancora mostravano tracce del mantello striato. Momenti come questo rendono il monitoraggio con fototrappola una delle attivita piu gratificanti per chi ama la fauna selvatica. Sugli stessi sentieri non e raro catturare anche caprioli, cervi e daini, che condividono l’habitat boschivo con il cinghiale.
Per una guida completa al posizionamento della fototrappola, leggi il nostro articolo su come posizionare la fototrappola nel modo corretto.
Cinghiale in citta: il fenomeno urbano
Negli ultimi dieci anni, la presenza del cinghiale in contesti urbani e diventata una realta consolidata in molte citta italiane. Roma, Genova, Torino, Bologna e molte altre citta registrano avvistamenti regolari, spesso condividendo il territorio urbano con la volpe rossa, talvolta con branchi che si muovono tra i cassonetti della spazzatura in pieno centro.
Secondo uno studio dell’Universita La Sapienza di Roma (2023), la popolazione di cinghiali nell’area urbana e periurbana della Capitale e stimata in circa 5.000-6.000 individui. I fattori che favoriscono l’urbanizzazione del cinghiale sono molteplici.
Perche i cinghiali entrano in citta
- Disponibilita di cibo: rifiuti organici, orti urbani, giardini con piante da frutto rappresentano fonti alimentari facili e abbondanti.
- Assenza di disturbo: in citta non c’e attivita venatoria, e i predatori naturali (lupo) sono assenti.
- Corridoi ecologici: fiumi, ferrovie dismesse e aree verdi urbane fungono da corridoi di ingresso.
- Pressione demografica: la sovrappopolazione nelle aree periurbane spinge i giovani verso nuovi territori.
Anche a Torino il fenomeno e in crescita. Nella precollina torinese, lungo il corso del fiume Po e nei parchi della zona est, gli avvistamenti di cinghiali sono diventati frequenti. Ho documentato con le fototrappole la presenza di un branco stabile nel Parco della Colletta, a pochi chilometri dal centro. Gli animali si muovono prevalentemente di notte, percorrendo le stesse strade e gli stessi giardini con una regolarita impressionante.
Come comportarsi in caso di incontro
Se incontri un cinghiale in citta, mantieni la calma. Nella maggior parte dei casi l’animale ti evitera. Non avvicinarti, non cercare di toccarlo o dargli cibo. Tieni il cane al guinzaglio. Se il cinghiale non si allontana, arretra lentamente senza voltargli le spalle. Le situazioni di pericolo reale sono rare, ma una scrofa con i piccoli puo reagire in modo aggressivo se si sente minacciata.
Domande frequenti sul cinghiale in Italia
Quanti cinghiali ci sono in Italia?
Secondo le stime ISPRA (2023), in Italia vivono tra 1 e 2 milioni di cinghiali. La popolazione e in costante crescita dagli anni ’60, nonostante i prelievi venatori annuali di circa 300.000 capi. Le regioni con le densita maggiori sono Toscana, Liguria, Lazio, Piemonte e Calabria.
Il cinghiale e pericoloso per l’uomo?
Il cinghiale tende a evitare l’uomo e gli attacchi sono molto rari. I casi documentati riguardano quasi esclusivamente scrofe con piccoli che si sentono minacciate, oppure animali feriti durante battute di caccia. Se incontri un cinghiale, mantieni la distanza, non avvicinarti e arretra lentamente senza gesti bruschi.
Cosa mangia il cinghiale?
Il cinghiale e onnivoro. La sua dieta e composta per il 70-80% da vegetali (ghiande, radici, tuberi, frutti), per il 10-15% da invertebrati (lombrichi, larve) e occasionalmente da piccoli vertebrati. Nelle aree agricole si nutre anche di mais, grano, patate e uva, causando danni significativi.
Come posso proteggere l’orto dal cinghiale?
Il metodo piu efficace e la recinzione elettrificata con almeno due fili a 25 e 55 cm dal suolo. L’efficacia supera l’80% se la recinzione e ben mantenuta (dati Regione Toscana). Le reti metalliche interrate per 20 cm sono un’alternativa valida ma piu costosa. I dissuasori acustici hanno efficacia limitata perche il cinghiale si abitua rapidamente.
In che periodo il cinghiale e piu attivo?
Il cinghiale e attivo tutto l’anno ma mostra due picchi stagionali: in autunno, quando cerca ghiande e faggiole, e in tardo inverno-inizio primavera, quando le riserve alimentari si riducono e si sposta piu frequentemente alla ricerca di cibo. L’attivita e prevalentemente notturna, con il picco tra le 21:00 e le 03:00.