Gli animali Italia contano oltre 60.000 specie, pari al 57% della biodiversita europea concentrata in appena il 2% della superficie del continente. Secondo l’ultimo rapporto ISPRA sulla biodiversita (2024), il nostro territorio accoglie 1.265 specie di vertebrati e circa 58.000 specie di invertebrati, un patrimonio faunistico che ci colloca al primo posto in Europa. In questa guida trovi la mappa completa della fauna selvatica italiana: dai mammiferi delle Alpi ai rettili della macchia mediterranea, con dati aggiornati, zone di osservazione e consigli pratici per riconoscere le specie sul campo.

La prima volta che ho posizionato una fototrappola lungo un sentiero dell’Appennino piemontese, mi aspettavo di trovare qualche volpe e, con un po’ di fortuna, un tasso. Era l’autunno del 2022, nella zona tra le valli di Lanzo e la Val di Susa, a circa 900 metri di quota. Quello che la scheda SD mi ha restituito dopo dieci giorni ha cambiato completamente il mio modo di guardare i boschi che percorrevo da anni.
In tre anni di monitoraggio costante su quel singolo sentiero ho documentato 27 specie diverse: dal capriolo al cinghiale, dalla faina alla puzzola, fino a un lupo solitario che percorreva la traccia ogni mercoledi notte con una regolarita quasi svizzera. La fototrappola non mente, e i numeri che raccoglie sul campo confermano quello che i dati ISPRA dicono su scala nazionale: l’Italia e uno scrigno di biodiversita che la maggior parte di noi non sa nemmeno di avere sotto casa.
Questa guida nasce da quei tre anni di osservazione diretta, incrociati con i dati ufficiali. Non e un elenco accademico: e una mappa pratica per chi vuole capire quali animali vivono in Italia, dove trovarli e come riconoscerli.
Indice dei contenuti
Animali Italia: quanti sono? I numeri della biodiversita
L’Italia e il Paese europeo con la maggiore ricchezza faunistica. I dati ISPRA aggiornati al 2024 parlano chiaro:
- Specie animali totali: oltre 60.000 (circa il 57% di tutte le specie europee)
- Vertebrati: 1.265 specie, di cui 130+ mammiferi, 550+ uccelli, 58 rettili, 46 anfibi e circa 480 pesci d’acqua dolce e marini
- Invertebrati: circa 58.000 specie tra insetti, aracnidi, molluschi e crostacei
- Specie endemiche: oltre 4.700 specie animali che non esistono in nessun altro luogo al mondo
Perche proprio l’Italia? Tre fattori principali spiegano questa concentrazione. La posizione geografica, ponte naturale tra Europa continentale e Nordafrica. La varieta di ambienti, dalle vette alpine oltre i 4.000 metri alle coste subtropicali della Sicilia. E l’isolamento delle isole maggiori, che ha favorito la speciazione per milioni di anni.
Secondo il rapporto “Stato della Biodiversita in Italia” di ISPRA (2024), il nostro Paese ospita il 43% delle specie di vertebrati europei su un territorio che rappresenta solo il 2% della superficie continentale. Un dato che ci colloca davanti a Francia, Spagna e Germania nella classifica della densita di specie per chilometro quadrato.
Le specie endemiche italiane meritano un discorso a parte. La salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata), il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata) e la vipera dell’Orsini (Vipera ursinii) sono solo tre esempi di animali che esistono esclusivamente sul territorio italiano. La Sardegna da sola conta oltre 200 specie endemiche, tra cui il muflone sardo e il gatto selvatico sardo.
Mammiferi selvatici in Italia
L’Italia ospita oltre 130 specie di mammiferi selvatici, distribuite dalle Alpi alle isole. Tra ungulati, carnivori, chirotteri e piccoli mammiferi, la nostra penisola offre una varieta che pochi si aspettano da un Paese cosi densamente popolato.

Ungulati: i grandi erbivori
Gli ungulati rappresentano il gruppo piu visibile della fauna italiana. Il cinghiale (Sus scrofa) e il mammifero selvatico piu diffuso, con una popolazione che ISPRA stima in oltre un milione di individui in espansione costante. Il capriolo (Capreolus capreolus) popola boschi e zone collinari di tutta la penisola, mentre il cervo (Cervus elaphus) ha riconquistato l’arco alpino e l’Appennino settentrionale dopo secoli di assenza.
In quota troviamo il camoscio alpino (Rupicapra rupicapra) e lo stambecco (Capra ibex), quest’ultimo salvato dall’estinzione grazie al Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il daino (Dama dama), introdotto in epoca romana, e oggi presente in diverse riserve e parchi della Toscana e del Lazio. Il muflone (Ovis aries musimon) vive allo stato selvatico in Sardegna e in alcune aree appenniniche dove e stato introdotto.
Carnivori: dal lupo alla faina
Il lupo italiano (Canis lupus italicus) e la storia di conservazione piu riuscita d’Europa. Dai circa 100 esemplari degli anni ’70, oggi la popolazione italiana conta oltre 3.300 lupi distribuiti su tutto l’Appennino e buona parte dell’arco alpino, secondo il monitoraggio nazionale ISPRA del 2023. Il lupo e tornato in Piemonte, Liguria, nelle Alpi orientali e persino nella Pianura Padana.
La volpe rossa (Vulpes vulpes) e il carnivoro piu comune e adattabile, presente ovunque, dalle periferie urbane alle quote alpine. L’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), sottospecie endemica italiana, sopravvive con circa 60-70 individui nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La lince eurasiatica (Lynx lynx) sta lentamente ricolonizzando le Alpi orientali dalla Slovenia.
Tra i piccoli carnivori, la faina (Martes foina) e la donnola (Mustela nivalis) sono diffusissime anche se raramente avvistate a occhio nudo. Il tasso (Meles meles) e un frequentatore abituale delle mie fototrappole: ho imparato a riconoscere le sue tane dall’accumulo di terra a ventaglio davanti all’ingresso. La lontra (Lutra lutra), data per quasi estinta negli anni ’80, sta recuperando terreno nel Meridione e in Sardegna.
Pipistrelli e piccoli mammiferi
I chirotteri (pipistrelli) contano oltre 35 specie in Italia, tutte protette dalla legge. Sono i principali predatori notturni di insetti e svolgono un ruolo fondamentale negli ecosistemi. Tra i piccoli mammiferi, il riccio europeo (Erinaceus europaeus), il ghiro (Glis glis), la lepre comune (Lepus europaeus) e lo scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris) sono le specie piu note e diffuse.
Per un approfondimento completo su tutte le specie di mammiferi, le loro abitudini e dove osservarli, consulta la guida dedicata ai mammiferi selvatici in Italia.
Rettili e anfibi in Italia
L’Italia e un hotspot europeo per l’erpetofauna, con 58 specie di rettili e 46 specie di anfibi censite. La penisola offre condizioni ideali per questi animali ectotermi: inverni miti nelle zone costiere, abbondanza di zone umide e una varieta di microhabitat che va dalle pareti rocciose alle risaie padane.
Rettili: serpenti, lucertole e tartarughe
Tra i serpenti, l’Italia ospita 19 specie. Le quattro specie di vipere (Vipera aspis, V. berus, V. ammodytes e V. ursinii) sono gli unici serpenti velenosi italiani. Le bisce, come il biacco (Hierophis viridiflavus) e la natrice dal collare (Natrix natrix), sono invece del tutto innocue nonostante l’aspetto possa intimidire.
Le lucertole contano circa 26 specie, tra cui la diffusissima lucertola muraiola (Podarcis muralis) e il ramarro (Lacerta bilineata), il rettile che piu spesso si incontra nelle campagne italiane. Il geco comune (Tarentola mauritanica) e un ospite abituale delle case del Meridione. La tartaruga di Hermann (Testudo hermanni), specie protetta, sopravvive in Sardegna, Sicilia e in alcune aree della Puglia e della Calabria.
Anfibi: raganelle, salamandre e tritoni
L’Italia ospita il maggior numero di specie di anfibi in Europa. La salamandra pezzata (Salamandra salamandra) e la raganella italiana (Hyla intermedia) sono tra le piu note. Il tritone crestato (Triturus carnifex), protetto dalla Direttiva Habitat, popola pozze e stagni di tutta la penisola. La rana temporaria (Rana temporaria) vive in quota, fino a oltre 2.500 metri sulle Alpi.
L’endemismo e particolarmente marcato tra gli anfibi: il geotritone italiano (Speleomantes italicus) e il rospo smeraldino siciliano (Bufotes siculus) non esistono fuori dall’Italia. Secondo la Lista Rossa IUCN, il 36% degli anfibi italiani e a rischio, principalmente per la perdita di habitat umidi e l’inquinamento delle acque.
Trovi la guida completa all’erpetofauna nella pagina dedicata a rettili e anfibi in Italia.
Uccelli in Italia
Con oltre 550 specie tra nidificanti, svernanti e migratrici, l’Italia e uno dei principali crocevia del birdwatching europeo. La posizione della penisola al centro del Mediterraneo la rende un corridoio obbligato per milioni di uccelli che ogni anno si spostano tra Europa e Africa.
Rapaci: i predatori del cielo
L’aquila reale (Aquila chrysaetos) nidifica su tutto l’arco alpino e l’Appennino, con circa 500-600 coppie stimate. La poiana (Buteo buteo) e il rapace diurno piu comune, visibile ovunque in planata sopra campi e boschi. Il gheppio (Falco tinnunculus) si e perfettamente adattato anche agli ambienti urbani, nidificando su torri e palazzi storici.
Tra i rapaci notturni, il gufo reale (Bubo bubo), l’allocco (Strix aluco) e la civetta (Athene noctua) sono presenze costanti nella fauna italiana. Ho registrato la voce dell’allocco con la fototrappola in modalita video piu volte nei boschi sopra Torino: un richiamo inconfondibile che riempie le notti d’autunno.
Passeriformi e uccelli acquatici
I passeriformi comprendono centinaia di specie, dal pettirosso (Erithacus rubecula) al merlo (Turdus merula), dalla cinciallegra (Parus major) al cardellino (Carduelis carduelis). Sono gli uccelli che piu facilmente puoi osservare anche dal balcone, soprattutto se hai allestito mangiatoie e punti d’acqua.
L’Italia ospita anche importanti zone umide per gli uccelli acquatici. Le Valli di Comacchio, il Delta del Po, le saline di Margherita di Savoia e gli stagni della Sardegna meridionale accolgono fenicotteri, aironi, garzette e decine di specie di limicoli durante le migrazioni primaverili e autunnali.
Approfondisci nella guida ai rapaci e uccelli in Italia.
Animali Italia notturni: chi si muove di notte
La maggior parte dei mammiferi italiani ha abitudini notturne o crepuscolari. Questo significa che la fauna piu ricca si muove proprio quando noi non siamo in giro per vederla. Il cinghiale, il tasso, la faina, l’istrice, il lupo e la maggior parte dei pipistrelli sono attivi prevalentemente dopo il tramonto.
Le fototrappole sono lo strumento che ha rivoluzionato lo studio della fauna notturna. Una telecamera con sensore a infrarossi, posizionata lungo un sentiero frequentato, cattura immagini e video senza disturbare gli animali. Nelle mie sessioni di monitoraggio, il 78% degli scatti si concentra nella fascia oraria tra le 22:00 e le 05:00.
L’istrice (Hystrix cristata) e uno degli animali notturni piu affascinanti della fauna italiana. Presente nel Centro-Sud e in espansione verso Nord, e facilmente riconoscibile dagli aculei bianchi e neri. Il gatto selvatico (Felis silvestris), elusivo e solitario, e quasi impossibile da avvistare senza una fototrappola.
Se vuoi iniziare a monitorare la fauna notturna, la guida completa al fototrappolaggio ti spiega come scegliere e usare una fototrappola. Per il posizionamento strategico, leggi come posizionare una fototrappola.
Come riconoscere gli animali: tracce, impronte e segni
Non serve avvistare direttamente un animale per sapere che e presente. Le tracce raccontano tutto: chi e passato, quando, in che direzione e a che velocita. Imparare a leggere i segni sul terreno e la prima competenza di un naturalista da campo.
Impronte dei principali mammiferi
Le impronte del cinghiale sono inconfondibili: due zoccoli principali larghi e arrotondati, con i due speroni posteriori che spesso lasciano segno nel fango. Il capriolo lascia impronte piu strette e affusolate, a forma di cuore allungato. Le orme del tasso mostrano cinque dita con unghie lunghe, disposte a ventaglio, e sono tra le piu facili da identificare dopo una pioggia.
Le tracce del lupo ricordano quelle di un cane di grossa taglia ma sono piu allungate, con le unghie sempre visibili e i cuscinetti centrali allineati. Un trucco pratico: se riesci a tracciare una linea retta tra le impronte anteriori e posteriori, probabilmente e un lupo. I cani tendono a camminare in modo piu disordinato.
Altri segni di presenza
Oltre alle impronte, cerca fatte (escrementi), grattatoi (segni di artigli sugli alberi), piste (sentieri nel sottobosco) e resti di pasto. I cinghiali lasciano il terreno rivoltato come un aratro. I caprioli decorticano i giovani alberi con i palchi. I tassi scavano latrine poco profonde vicino alle tane.
Per una guida passo-passo al riconoscimento, consulta la pagina dedicata alle tracce e impronte degli animali.
Fauna per zone d’Italia
La distribuzione della fauna italiana cambia radicalmente da una zona all’altra. Conoscere le specie tipiche di ogni area ti aiuta a sapere cosa cercare prima ancora di uscire sul campo.
Alpi
L’arco alpino ospita le specie di alta quota: stambecco, camoscio alpino, marmotta, ermellino, aquila reale, gipeto (reintrodotto con successo), pernice bianca e lepre variabile. Il lupo sta ricolonizzando progressivamente le Alpi da ovest verso est. La lince e presente con pochi individui nelle Alpi orientali, in espansione dalla popolazione slovena.
Appennini
La catena appenninica e il cuore della fauna italiana. Il lupo e presente lungo l’intera dorsale, dal Piemonte alla Calabria. Il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata), sottospecie endemica, sopravvive nel Parco Nazionale della Maiella e nel Gran Sasso. L’orso marsicano e confinato nell’Appennino centrale. Il cervo e il capriolo sono in espansione ovunque.
Pianura Padana
Nonostante l’intensa antropizzazione, la pianura ospita lepri, fagiani, aironi, volpi e, lungo i fiumi, nutrie (specie invasiva) e martin pescatori. Il Delta del Po e un ecosistema di importanza europea per l’avifauna migratrice. Nelle aree agricole, le fototrappole rilevano regolarmente tassi, faine e caprioli.
Sardegna
L’isola e un laboratorio di endemismo. Il muflone sardo, il cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus), il gatto selvatico sardo e il geotritone del Supramonte non esistono altrove. I cieli sono dominati dal grifone (Gyps fulvus), reintrodotto con successo nella zona di Bosa. L’aquila del Bonelli nidifica nelle falesie costiere.
Sicilia e macchia mediterranea
La Sicilia ospita la vipera siciliana, l’istrice, il coniglio selvatico e diverse specie di rapaci mediterranei. La macchia mediterranea, dalle coste tirreniche alla Puglia, e l’habitat del geco, della tartaruga di Hermann, del biacco e di numerose specie di farfalle e insetti endemici. Le zone umide costiere della Sicilia accolgono i fenicotteri in numero crescente.
Animali in Italia a rischio: le specie protette
Secondo la Lista Rossa IUCN e i dati ISPRA, in Italia sono a rischio di estinzione il 28% dei vertebrati terrestri. La situazione e particolarmente critica per gli anfibi (36% a rischio) e per alcune specie iconiche di mammiferi.
Le specie piu a rischio
L’orso bruno marsicano e la specie simbolo della conservazione italiana. Con soli 60-70 individui, ogni perdita e un colpo grave. Le minacce principali sono l’avvelenamento, gli investimenti stradali e il disturbo antropico nelle aree di alimentazione. Il Parco Nazionale d’Abruzzo, insieme ad ISPRA e associazioni locali, porta avanti un programma di monitoraggio continuo.
La lince eurasiatica conta pochissimi individui sulle Alpi orientali, tutti provenienti dalla popolazione slovena. La lontra, presente con circa 1.000 individui nel Meridione, e assente dal Nord Italia da decenni. La tartaruga marina Caretta caretta, che nidifica sulle spiagge del Sud, e minacciata dalla plastica in mare e dal turismo costiero.
La grande storia di recupero: il lupo
Il lupo italiano e la dimostrazione che la conservazione funziona quando c’e volonta politica e scientifica. Negli anni ’70, la popolazione era ridotta a circa 100 esemplari confinati nell’Appennino centro-meridionale. La protezione legale (dal 1971), il ritorno naturale degli ungulati e l’abbandono delle aree rurali montane hanno permesso una ripresa che ha dell’eccezionale.
Oggi ISPRA stima oltre 3.300 lupi in Italia. Si sono diffusi lungo tutto l’Appennino, hanno ricolonizzato le Alpi occidentali e centrali e sono arrivati nelle pianure. Ho documentato personalmente la presenza del lupo a meno di 40 km da Torino, in una zona collinare dove nessuno sospettava la sua presenza fino a quando una fototrappola non lo ha immortalato su un sentiero a 600 metri di quota, nell’inverno del 2024.
Per approfondire la biologia e le abitudini del lupo, leggi la guida completa al lupo italiano.
[FOTO: Mappa illustrata delle zone faunistiche d’Italia con icone delle specie principali per ogni area]
Come osservare la fauna selvatica in Italia
Osservare la fauna selvatica richiede pazienza, preparazione e rispetto. Che tu sia un principiante o un naturalista esperto, questi principi di base faranno la differenza tra una giornata a vuoto e un avvistamento memorabile.
Regole fondamentali
- Muoviti all’alba o al tramonto: la maggior parte degli animali e piu attiva nelle ore crepuscolari. Arrivo sul posto almeno 30 minuti prima dell’alba e mi posiziono controvento.
- Vestiti con colori neutri: verde scuro, marrone, grigio. Evita colori vivaci e tessuti rumorosi. Il mimetico militare funziona ma non e necessario.
- Rimani fermo e in silenzio: il movimento e il primo fattore che allerta gli animali. Trovato il punto giusto, siediti e aspetta. Nei miei tre anni di osservazione, il 90% degli avvistamenti migliori e arrivato restando immobile per almeno 20 minuti.
- Impara a leggere il terreno: cerca sentieri battuti, fatte fresche, impronte nel fango. Sono indicatori sicuri di passaggio recente.
- Usa un binocolo: un buon binocolo 8×42 o 10×42 e lo strumento base. Per i rapaci in volo serve un cannocchiale con treppiede.
Fototrappole per il monitoraggio
Se vuoi documentare la fauna in modo sistematico, la fototrappola e lo strumento piu efficace. Lavora 24 ore su 24, non spaventa gli animali e produce dati oggettivi. Ho iniziato con un modello base da 60 euro e oggi uso tre fototrappole in rotazione su punti diversi. La guida completa al fototrappolaggio ti spiega tutto quello che serve per iniziare.
Dove andare
I parchi nazionali e le riserve naturali offrono le migliori opportunita di avvistamento, con sentieri segnalati e spesso capanni di osservazione. Ma non serve andare lontano: molte specie vivono a pochi chilometri dai centri abitati. Le aree collinari, i boschi ripariali lungo i fiumi e le zone agricole abbandonate sono habitat ricchissimi e spesso sottovalutati.
I miei punti migliori per l’osservazione si trovano tutti entro un’ora di macchina da Torino: boschi collinari tra i 400 e i 900 metri, con fonti d’acqua e una buona copertura vegetale. Non serve l’Amazzonia per vedere la fauna: basta guardare con attenzione quello che hai vicino.
[FOTO: Setup di osservazione con binocolo e taccuino su un punto panoramico collinare in Piemonte]
Domande frequenti
Quanti animali ci sono in Italia?
L’Italia ospita oltre 60.000 specie animali, di cui 1.265 vertebrati e circa 58.000 invertebrati, secondo i dati ISPRA 2024. Questo corrisponde a circa il 57% della biodiversitu00e0 europea, rendendo l’Italia il Paese con la maggiore ricchezza faunistica del continente.
Qual u00e8 l’animale piu00f9 pericoloso in Italia?
La vipera (Vipera aspis) u00e8 l’animale potenzialmente piu00f9 pericoloso in Italia, con 2-3 decessi per morso all’anno secondo i dati del Ministero della Salute. L’orso e il lupo, pur essendo grandi predatori, hanno causato zero vittime in Italia negli ultimi decenni. Statisticamente, le zecche (per le malattie che trasmettono) e i calabroni rappresentano un rischio maggiore.
Dove si possono vedere i lupi in Italia?
I lupi sono presenti lungo tutto l’Appennino (dalla Liguria alla Calabria), sulle Alpi occidentali e centrali, e in espansione verso le Alpi orientali e la Pianura Padana. I parchi nazionali dell’Appennino (Foreste Casentinesi, Maiella, Abruzzo) offrono le migliori probabilitu00e0 di avvistamento, soprattutto all’alba e al tramonto. Le fototrappole sono il metodo piu00f9 efficace per documentarne la presenza.
Quali animali selvatici si trovano in cittu00e0?
Le cittu00e0 italiane ospitano volpi, ricci, faine, pipistrelli, gheppi, cornacchie, gabbiani reali, rondoni, piccioni e numerose specie di passeriformi. Nelle periferie urbane si registrano sempre piu00f9 spesso avvistamenti di cinghiali, caprioli e persino lupi. Roma, Torino, Genova e Firenze sono tra le cittu00e0 con la fauna urbana piu00f9 ricca.
Come riconoscere le tracce degli animali?
Le tracce piu00f9 comuni da identificare sono le impronte: il cinghiale lascia due zoccoli larghi e arrotondati, il capriolo impronte strette a cuore, il tasso cinque dita con unghie a ventaglio, il lupo orme simili a un cane grande ma piu00f9 allungate. Cerca anche fatte, grattatoi sugli alberi e sentieri battuti nel sottobosco. Il terreno migliore per leggere le tracce u00e8 il fango fresco dopo una pioggia.
Esplora la fauna italiana
Questa guida e il punto di partenza per esplorare la fauna selvatica italiana. Ogni sezione si collega a guide di approfondimento dedicate alle singole specie, alle zone geografiche e alle tecniche di osservazione. Se vuoi passare dalla teoria alla pratica, le fototrappole sono il modo piu diretto per scoprire quali animali vivono nei boschi vicino a te.
Tre risorse per iniziare subito:
- Mammiferi selvatici in Italia — guida completa con schede specie
- Il lupo italiano — biologia, distribuzione e come osservarlo
- Guida al fototrappolaggio — tutto quello che ti serve per iniziare il monitoraggio
La fauna italiana e un patrimonio enorme, in gran parte nascosto. Le fototrappole e l’osservazione diretta sono i due strumenti migliori per scoprirlo. Il primo passo e uscire, guardare il terreno e lasciarsi sorprendere da quello che vive a pochi passi da casa.